Storia della piadina romagnola: origine della vera ricetta!

La storia della piadina romagnola è davvero antichissima. Non c’è un’altra ricetta che può rappresentare al meglio un territorio: una preparazione facile e centenaria, con ingredienti semplici e popolari.

La sua diffusione e il suo successo iniziano negli anni ’50 quando, lungo le strade che portavano alle spiagge della riviera adriatica, compaiono i primi chioschi pronti a vendere piadine farcite con prosciutto, porchetta, salsicce, melanzane alla brace, pomodori e formaggi.

L’origine della piadina risale però a molto prima. Pronti a fare un viaggio nella storia di questa straordinaria ricetta? Allacciate le cinture, si parte!

C’era una volta… la piadina romagnola

Nasce da farina, ferro e fuoco. Dovete sapere che la piadina discende dal pane azzimo, preparato con diverse farine e cotto su lastre arroventate. Le prime testimonianze risalgono al 1200 a.C. e sono stati proprio gli Etruschi a insegnare agli italiani l’arte di cucinare i cereali. Una storia antica quanto meravigliosa, eccovi i momenti salienti di questo lungo percorso:

  1. Cibo prezioso per i poveri. Intorno al 1300, anni della peste, la gente modesta non aveva la possibilità economica di mangiare il pane lievitato. La ricetta più in voga è la piada, preparata con un misto di cereali meno pregiati, legumi secchi e ghiande. Risale proprio a questo periodo (1371) il primo documento storico conosciuto che parla della “Piada”.
  2. Rinascimento. Con il Rinascimento la cucina serve ad allietare i palati dei grandi banchetti nobiliari, si formano così i primi grandi chef della storia. Per secoli però la Piada rimase un alimento povero, relegato ai momenti di carestia e ai ceti sociali più in difficoltà.
  3. La piadina è poesia. Pascoli legò la ricetta al «pane di Enea», o al «pane rude di Roma». In una nota di presentazione del poemetto La Piada, pubblicata su Vita Internazionale nel 1900, il poeta scrisse: «Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granoturco o mista, che è il cibo della povera gente; e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare, che si chiama arola…».
  4. Una storia tutta romagnola. L’evoluzione della piadina nei secoli fino alla versione contemporanea non lascia dubbi: si tratta di una ricetta autenticamente romagnola. La svolta avviene all’inizio del XIX secolo, quando si sgancia dai «cibi poveri» per diventare una specialità sempre più richiesta anche all’estero, oggi considerata tra i massimi esempi di street food gourmet italiano.

Per questo, anche se ormai oggi di piadine ce ne sono a bizzeffe, ovunque, di altezze e forme differenti, se volete conoscere la ricetta originale non potete che rivolgervi a Loriana, la specialista quando si tratta di vera piadina romagnola. Non una come tante, ma la migliore di sempre, nata a Forlì nel 1973 con ingredienti selezionati di prima qualità e con passione sempre nuova, per incontrare i gusti e le esigenze di tutti voi, ogni giorno e in ogni occasione.

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