Piadina romagnola IGP: qual è la dimensione giusta?

Puntuale come ogni estate in riviera che si rispetti, riesplode il dibattito sulla piadina romagnola. Infatti, come per qualsiasi altra ricetta legata alla tradizione, anche per la Piadina Romagnola esistono diverse linee di pensiero e soprattutto varie versioni che cambiano da zona a zona. Ma qual è la vera piadina romagnola: quella sottile sottile della Riviera o quella più alta dell’entroterra? 

Ognuno ha la sua ricetta ed è difficile inquadrare un vero e proprio standard. Eppure, pace (forse) è stata fatta. Ecco cosa dice il disciplinare, da seguire alla lettera per fregiarsi dell’ambito titolo “piadina romagnola”.

Una piadina romagnola è IGP se e solo se…

Il riconoscimento della denominazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP) per la piadina romagnola è stato raggiunto il 24 ottobre 2014, grazie al Consorzio costituitosi nel 2011, che protegge e porta la bontà più autentica della piada anche oltreconfine, nel rispetto della ricetta tradizionale.  

Area geografica

Il marchio ha identificato una zona di produzione ben precisa, corrispondente alle province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna.

Gli ingredienti

Il disciplinare indica pochissimi ingredienti obbligatori: farina di grano tenero, acqua e sale. Quanto ai grassi, scelta libera (o combinazione) tra strutto e olio extravergine d’oliva. Gli agenti lievitanti sono invece classificati tra gli ingredienti facoltativi.

Riviera VS Appennino

Una linea divide Cesena e gli Appennini, dove la piada è più alta e rigida, da Rimini e la riviera, dove al contrario la piadina è molto sottile.

Il disciplinare ha alzato qui bandiera bianca e ha stabilito che: 

“Macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea”, “compatta, rigida e friabile”, con un “diametro da 15 a 25 centimetri” e soprattutto uno “spessore da 4 a 8 millimetri”. Caratteristiche che corrispondono perfettamente alla variante cesenate-appenninica.

Subito dopo, si legge che esiste però anche una “Piadina romagnola” alla Riminese che presenta “vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea”, che a differenza di quella appenninica è “morbida e flessibile”, con un diametro maggiore “da 23 a 30 centimetri” e soprattutto sottilissima, al massimo 3 millimetri. 

Vi ricorda qualcosa questa ultima descrizione? Il disciplinare parla proprio della nostra Piadina Romagnola IGP alla Riminese preparata con ingredienti del territorio come la farina di grano romagnolo. D’altronde Loriana è la specialista quando si tratta di vera piadina romagnola. Scopri di più sul nostro sito!

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