Alimenti fermentati: quali sono e perché sono tanto ricercati.

Gli alimenti fermentati sono la moda food del momento: ma quali sono e perché è raccomandato mangiarli?

Gli alimenti fermentati sono tanti e spesso li consumiamo senza sapere quanto è prezioso il processo che li ha generati. Vediamo insieme quali sono e perché, uno dei procedimenti di preparazione alimentare più antichi della storia dell’umanità, è tornato di moda proprio ora.

 

Che cos’è la fermentazione?

La fermentazione è un processo che libera energia dallo zucchero quando le condizioni ambientali sono di anaerobiosi, ossia quando non c’è ossigeno. Si tratta di un processo chimico che è attivato dai lieviti e dai batteri per riuscire a estrarre l’energia contenuta nel glucosio.

Il motivo per cui questi microorganismi estraggono energia dallo zucchero è lo stesso che ci spinge a mangiare alimenti fermentati: anche loro hanno fame e si nutrono così! Per vivere i batteri consumano l’energia che riescono a estrapolare dal glucosio e, grazie a questo processo per nutrirsi, producono alcol etilico e acido lattico, altri prodotti ricchissimi di energia.

Questo processo ha origini antichissime ed è considerata dalle popolazioni di tutto il mondo, un metodo efficace di conservazione degli alimenti.

 

Perché fanno bene i cibi fermentati?

I cibi fermentati sono oggi così di moda perché svolgono una funzione probiotica: ovvero apportano microrganismi (soprattutto batteri) viventi e attivi, capaci di esercitare un effetto positivo sulla salute dell’organismo, rafforzando in particolare l’ecosistema intestinale.

Ancora la fermentazione arricchisce i cibi di vitamine e rende maggiormente biodisponibili, ossia assimilabili, altre sostanze nutritive fondamentali come ad esempio le proteine.

Oltre a questo i cibi fermentati aiutano la digestione perché nel processo fermentativo hanno in qualche modo compiuto una specie di pre-digestione dell’alimento, rendendolo così più facile da assimilare.

 

Quali sono i cibi fermentati? 

cibi e le bevande fermentate che si possono introdurre con regolarità nella nostra alimentazione sono tanti. Questa tecnica di conservazione è utilizzata in tantissimi paesi del mondo. Tra i più conosciuti troviamo yogurt, il lievito madre e crauti. Esistono però tanti altri prodotti oggi molto facili da trovare. Vediamone alcuni.

  • Il Kefir è una bevanda di latte fermentato, tipica dei paesi dell’Ex Unione Sovieta, prodotta dal grano, con un processo fermentativo da un lato dei batteri e dall’altro dei lieviti. Si rivela un drink leggero e dissetante, meno corposo rispetto a yogurt e con un sapore acidulo molto apprezzato.
  • Il Miso: è una pasta fatta di soia fermentata attraverso una specie di muffa che si chiama Koji. In Giappone e in buona parte dell’Asia il miso è impiegato per insaporire le zuppe ma anche nei condimenti delle insalate o per marinare il pesce e la carne.
  • Il Kimchi è uno degli alimenti coreani più conosciuti e non è lontano dai crauti. Come i crauti, infatti, anche il kimchi deriva da un processo fermentativo che parte dalla verza.
  • Il Tempeh ha origini indonesiane. Si produce con la soia come il tofu ma è molto più saporito e ha le stesse proteine della carne. Per questo è un ingrediente prezioso per le diete vegetariene e vegane.
  • Il Nattō è un alimento tradizionale giapponese prodotto attraverso la fermentazione dei fagioli di soia, dal sapore molto forte. È solitamente consumato abbinato a riso e salsa di soia.  Ricco di proteine e di vitamine B12 e K2, ha delle proprietà notevoli circa la riduzione del colesterolo.
  • Il Kombucha è una bevanda fermentata a base di tè o altri infusi, utile a dire di molti, contro asma, pressione alta, e dissenteria.

 

alimenti fermentati

Condividi
Pubblicato il